Università degli studi di Genova



Blog a cura di Marina Milan, con la partecipazione di studenti, laureandi e laureati dei corsi di Storia del giornalismo e Giornalismo internazionale dell'Università degli studi di Genova (corso di laurea magistrale interdipartimentale in Informazione ed Editoria).

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11 aprile 2018

In libreria

Luigi Barzini
Nell'Estremo Oriente
Luni Editrice, Milano, 2018, 352 pp.

Descrizione
Questo libro raccoglie le corrispondenze inviate da Luigi Barzini dalle zone di guerra e pubblicate sul Corriere della Sera tra il luglio 1900 e il marzo 1901, articoli nei quali, con una prosa piacevolissima e molto efficace e con perspicace spirito d’osservazione, descrive giorno per giorno l’evolversi degli eventi. Barzini è a Hong Kong alla fine di luglio del 1900. Ha 26 anni ed è al suo primo incarico impegnativo. L’avvicinamento a Pechino, teatro dei tragici fatti della Rivolta dei Boxer, è molto lento e difficoltoso per le precarie condizioni di tutta la zona. Ovunque morti e macerie. Villaggi distrutti, cadaveri ovunque, campi devastati. Scrive Barzini: «Tutto l’immenso piano non è che un cimitero. In questa caratteristica sta la fisionomia cinese. La Cina è il cimitero di una civiltà che è morta da mille anni …». Animato da un giovanile spirito patriottico e aggregato al contingente italiano, Barzini arriva a Pechino poco dopo la liberazione dall’assedio del quartiere delle Legazioni. Con fine capacità giornalistica riesce a ricostruire nei dettagli gli avvenimenti delle giornate cruciali dell’assedio delle Legazioni. A Pechino si rende conto della vera realtà dei fatti: denuncia apertamente sul Corriere della Sera l’infondatezza dell’intervento occidentale in Cina e l’inutilità di tante carneficine scrivendo «I barbari siamo noi. Perdo la netta percezione dei che cosa sia vera civiltà; tutto quanto credevo prima, crolla e si dilegua…». A conferma dei suoi dubbi, si dilunga a descrivere la vita quotidiana degli abitanti di Pechino subito dopo la fine dei disordini, evidenziandone l’operosità, la cortesia, la bellezza delle produzioni artistiche e artigianali. Ne descrive feste, riti funebri e cerimonie sottolineandone la dignitosa solennità e l’elegante accuratezza con uno sguardo nuovo e molto moderno su una civiltà “altra”, ma non per questo meno raffinata, antica e degna di tutto il nostro rispetto.
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09 aprile 2018

In libreria

Marco Lupis 
Il male inutile. Dal Kosovo a Timor Est, dal Chiapas
a Bali le testimonianze di un reporter di guerra
Rubbettino, 2018, 248 pp.

Descrizione
Il Male Inutile raccoglie le testimonianze di guerra di un reporter "di lungo corso", inviato speciale e corrispondente in molte aree difficili del Pianeta. Tragedie che troppo spesso, nel frenetico flusso mediatico dell'informazione, vengono rapidamente e colpevolmente archiviate, anche se si collocano dietro l'angolo dell'attualità e della Storia. Guerre e massacri dimenticati trovano in questo libro una nuova attualità, nello sguardo lucido ma anche compassionevole e partecipe del giornalista-testimone, che pagherà anche un prezzo personale inevitabile ai drammi che deve raccontare.

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06 aprile 2018

SEMINARI DI PRATICA GIORNALISTICA


 Venerdì 6 aprile 2018 h. 16-18 Aula 19
Dipartimento di Scienze politiche
Albergo dei Poveri - Genova
 Francesca Scorcucchi (Agenzia KikaPress & Media)
 Giornalismo tra Los Angeles e Genova: Metodi e contenuti a confronto

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28 marzo 2018

In libreria

AA.VV.
Italia sotto inchiesta
Meltemi, Milano, 2018, pp. 182.

Descrizione
Una squadra di giornalisti provenienti dalle principali realtà d’informazione del nostro paese – da “Report” a “Piazzapulita”, da “Presadiretta” a “Nemo”, dal “Corriere della Sera” a “L’Espresso” – racconta in questo volume i casi che hanno segnato l’Italia degli ultimi anni. Gli integralisti di casa nostra, i ciarlatani della salute, le infiltrazioni mafiose e molto altro. Ogni capitolo del libro riapre una pagina di attualità, ricostruita come nella miglior tradizione del giornalismo d’inchiesta. La Prefazione è firmata da Riccardo Jacona.
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26 marzo 2018

In libreria

Harold Innis
Impero e comunicazioni
a cura di Andrea Miconi
Meltemi, Milano, 2018, pp. 264.

 Descrizione
Il ruolo decisivo dei mezzi di comunicazione nella storia dell’Occidente: questo è il tema di Impero e comunicazioni, testo grandioso e ambizioso come pochi altri a cui si sono rifatti tutti i teorici dei media degli ultimi decenni: McLuhan, Ong, Havelock, Goody, solo per citarne alcuni. Dalla società egizia a quella mesopotamica, dalla Grecia classica a Roma, fino alla dominazione coloniale moderna, Innis dimostra l’inscindibile legame tra media e potere. Considerato il classico per eccellenza della ricerca nordamericana sulla comunicazione, lo studio di Innis continua a illuminarci con la profonda attualità dei suoi risultati.
L'autore Harold Adams Innis (1894-1952), economista e storico canadese, si è occupato dei processi di produzione delle risorse primarie e di come queste hanno condizionato lo sviluppo delle società moderne. Il suo interesse per i mezzi di comunicazione ha portato alla fondazione della Scuola di Toronto e alla nascita di un nuovo modo di studiare i media.
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21 marzo 2018

In libreria

Nicola Zamperini
Manuale di disobbedienza digitale
Castelvecchi, Roma, 2018, pp. 240.
Descrizione
Quali sono gli effetti di ogni nostra interazione con Facebook, Google o Amazon? Cosa ci rubano gli algoritmi? Quali porzioni di noi stessi stiamo cedendo? Esiste un modo per difendersi? Manuale di disobbedienza digitale racconta la genesi culturale delle techno-corporation, le multinazionali che grazie alla tecnologia dominano la nostra vita quotidiana. Burning Man, un festival di arti nel deserto del Nevada, ha conferito alle aziende della Silicon Valley l’infrastruttura ideale su cui edificare un’inarrestabile crescita. Il libro ne narra la storia, analizzando lo snaturamento che gli algoritmi hanno provocato su alcune dimensioni centrali della nostra esistenza: dall’amicizia alla memoria, dalla nascita alla morte. E propone anche una via d’uscita dalla gabbia digitale in cui siamo rinchiusi: un “ennalogo” di azioni pensate per attuare una sorta di disobbedienza e provare a fuggire dal rischio predittivo delle nostre azioni, funzione ultima di ogni algoritmo.
L'autore Nicola Zamperini, giornalista e consulente per le strategie digitali di grandi aziende e istituzioni, insegna Digital Literacy ai professionisti della sanità; ha un blog sull’Huffington Post.
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19 marzo 2018

In libreria

Gabriele Turi
Libri e lettori nell'Italia repubblicana
Carocci, Roma, 2018, pp. 154.

Descrizione
Il mondo dell’editoria conosce ovunque, all’inizio del XXI secolo, un processo di concentrazione e di forte concorrenza internazionale. L’Italia non fa eccezione, come dimostra l’acquisto di RCS Libri da parte di Mondadori nel 2016, ma ha alcune caratteristiche che risalgono al periodo preunitario: marcate specificità regionali, ampia presenza di editori piccoli e medi, grande difficoltà nel creare “lettori”, il cui numero rimane molto al di sotto di quello di altri paesi europei e ancora oggi ammonta a meno della metà della popolazione rispetto ai due terzi in Francia e in Germania. Gabriele Turi racconta la storia dell’editoria nell’Italia repubblicana rifiutando modelli di tipo sociologico, spesso astratti o generalizzanti, ma considerandone tutti gli aspetti in rapporto all’evoluzione della società, e mette in dubbio che dalla concentrazione derivi una inevitabile omologazione dei linguaggi.
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17 marzo 2018

In libreria

Alberto Pezzotta
La critica cinematografica
Carocci, Roma, 2018, pp. 144.
Descrizione
Come ragionano i critici? Quali sono le premesse in base alle quali emettono i loro verdetti? Il giudizio di valore (magari sintetizzato in “stellette”) è un momento imprescindibile della critica o una prova della sua scarsa scientificità? Che differenza c’è tra una recensione e un’analisi accademica? Il libro analizza la critica cinematografica con gli strumenti della retorica e della teoria dell’argomentazione, per esaminare miti consolidati (dal primato dell’autore al concetto di autoriflessività) e fenomeni come la stroncatura e la rivalutazione del cinema di genere. Ne traccia una storia dalle origini all'era del web e torna a leggere maestri spesso poco ortodossi (André Bazin, Serge Daney, Alberto Moravia, Oreste del Buono) per riflettere sui metodi e le funzioni di una professione che sta
attraversando una profonda trasformazione.

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14 marzo 2018

In libreria

Marcello Foa 
Gli stregoni della notizia. Atto II 

Come si fabbrica informazione al servizio dei governi 
Guerini &associati, Milano, 2018, pp. 296.
Descrizione
I politici sono davvero succubi dei media in una società ossessionata dallo strapotere dell’informazione? In realtà i governi hanno imparato a usare a proprio vantaggio l’apparente supremazia della stampa grazie agli spin doctor, i moderni «stregoni della notizia». In questo appassionante saggio, Marcello Foa aggiorna e amplia il testo del 2006, divenuto ormai un classico della comunicazione. L’autore spiega come e perché sia possibile orientare e all’occorrenza manipolare l’informazione, spesso all’insaputa degli stessi giornalisti. Ricco di aneddoti e retroscena sui grandi fatti recenti – dalla guerra in Irak a quella in Siria, da Renzi a Macron fino alle fake news – svela con chiarezza le logiche, le tecniche, i trucchi usati dai grandi persuasori al servizio delle istituzioni. Il libro ribalta con onestà intellettuale molti luoghi comuni sul Quarto Potere. Un testo indispensabile per chi vuol capire il ruolo e i misteri del mondo dell’informazione.
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09 marzo 2018

In libreria

Enzo Risso - Maurizio Pessato (a cura di)
In modo diverso 1997-2017
Come è cambiata l’opinione pubblica italiana
Guerini & associati, Milano, 2018, pp. 256.

Descrizione
L’Italia è nel bel mezzo di un interregno, tra ieri e domani, tra non più e non ancora. È nel cuore di un meticciamento di valori e di opinioni, in cui convivono pulsioni differenti e antitetiche. Un amalgama scivoloso in cui gli elementi del passato si sovrappongono, senza affermarsi nettamente, ma mescolandosi o meglio impastandosi, con le nuove spinte trasformative della contemporaneità. Nuovo e vecchio non si colorano, però, lungo le vie usuali, in cui il nuovo è rappresentato dalle spinte innovative e di apertura e il vecchio da quelle conservative e tradizionali: siamo di fronte a un’ibridazione dalle polarità molteplici e fluide, in cui il nuovo assume anche i contorni di inversioni di rotta, di chiusure protezionistiche e il vecchio, specie nell’ambito dei diritti sociali, appare più avanti e aperturista rispetto alle dinamiche retrocessive degli ultimi anni.
Come è cambiato il nostro paese dal 1997 al 2017? Venti anni di mutamenti e trasfigurazioni. Venti anni della nostra storia e della nostra società letti attraverso la lente attenta e approfondita dell’Osservatorio sui mutamenti valoriali e sociali di SWG.

05 marzo 2018

In libreria

Niall Ferguson
La piazza e la torre. Le reti, le gerarchie e le lotte per il potere.
Una storia globale
Mondadori, Milano, 2018, pp. 600.

Descrizione
Ispirata dalla plastica contrapposizione fra la Torre del Mangia e la Piazza del Campo a Siena, potente metafora urbanistica delle due forme antitetiche in cui si è incarnato il potere nella società umana – quella verticale e centralistica delle strutture gerarchiche e quella orizzontale e distribuita delle reti -, la rilettura dell’età moderna e contemporanea proposta da Niall Ferguson è intesa a restituire al modello organizzativo «reticolare» quel valore di forza propulsiva del cambiamento che gli storici hanno a lungo misconosciuto o, comunque, sottovalutato. Pur prendendo nettamente le distanze dai teorici della cospirazione, che attribuiscono a élite e sette segrete (i massoni, gli Illuminati, i banchieri ebrei) il ruolo di effettivi manovratori delle leve del potere, Ferguson mostra come la storia umana sia caratterizzata dall’alternarsi di lunghe epoche segnate dal predominio delle gerarchie e di periodi più brevi, ma straordinariamente intensi e dinamici, di egemonia delle reti, favorite anche da radicali innovazioni tecnologiche. Guardando poi all’epoca moderna, l’autore considera più da vicino le due grandi «ere delle reti»: i tre secoli che dall’invenzione della stampa, dalle importanti scoperte geografiche e dalla Riforma sono culminati nel crollo dell’ancien régime a fine Settecento, e gli ultimi cinquant’anni che, a partire dagli anni Settanta del Novecento, hanno visto l’impetuosa espansione della tecnologia digitale e la rapida diffusione delle reti sociali odierne, che hanno letteralmente rivoluzionato la vita di gran parte dell’umanità. Ma al riconoscimento e alla rivalutazione del ruolo delle reti nella storia Ferguson associa, contestualmente, una sferzante critica dell’utopia libertaria di «netizen» liberi e uguali nell’ultrademocratico e paritario regime del web, che gli appare caratterizzato piuttosto dagli eccessi di violenza sui social e dall’estrema vulnerabilità a ogni tipo di propaganda, compresa quella terroristica, e a ogni forma di «fake news». Al punto che, per lui, solo il modello gerarchico può garantire un qualche principio di stabilità geopolitica perché «la lezione della storia è che affidarsi alle reti per governare il mondo è una ricetta perfetta per l’anarchia».
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03 marzo 2018

Mimmo Càndito



"La vita è un progetto di conoscenza, perché la vita guarda la realtà solo con il desiderio di capire".


1941-2018

Mimmo Càndito grande firma del giornalismo italiano, un vero maestro, sempre pronto a consegnare ai più giovani le giuste competenze. La sua carriera giornalistica era iniziata a Genova e a Genova dal 1992 al 1996 è stato appassionato professore del Diploma di Giornalismo del nostro Ateneo, amatissimo dagli studenti tutti. I suoi libri sono testimonianza precisa dei suoi saperi e della sua grande umanità professionale, libri di testo necessari per gli studenti di Giornalismo. E ogni volta era un piacere condividere con studenti e laureandi i post del suo blog "Il villaggio (quasi) globale", sempre riflessivi, sempre propositivi, sempre fuori dal coro.
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02 marzo 2018

In libreria

Giorgio Triani
Giornalismo aumentato
Attualità e scenari di una professione in rivoluzione

 FrancoAngeli, Milano, 2017, pp. 196.

Descrizione
C'era una volta e non c'è (quasi) più. Il giornalismo degli inviati (speciali), dei fotoreporter, del microfono in mano e la telecamera in spalla. Delle corse sui luoghi degli eventi per essere i primi sulla notizia. Al suo posto, una schiera di giornalisti e comunicatori di nuovissima generazione. Sono citizen journalist, blogger, youtuber, storyteller, social reporter: figure ibride, così come lo è l'intero eco-sistema dell'informazione. I modelli di produzione e distribuzione non sono più le aziende editoriali classiche, le redazioni contigue alle tipografie, le edicole, i grandi studi radio-televisivi centralizzati. È invece la rete, il web che ha progressivamente disintermediato i media tradizionali e ridotto il valore delle notizie. Dunque del giornalismo come professione. Le news online sono commodities. Girano libere e, rimbalzando da un sito all'altro, da un blog a un aggregatore di news, sono non di rado fuori controllo. Bufale e fake news: (sotto) prodotto dell'informazione al tempo dei social network. Della post-verità. È un giornalismo aumentato, quello che vede imporsi nuovi modelli in cui  scrivere e pubblicare sono un unico gesto. L'accesso agli archivi, alle agenzie, agli eventi in corso, ai dati è istantaneo; la visualizzazione, i video, le immagini sono la nuova narrazione; la professione si disperde nei nuovi ambiti dello storytelling, del brand reporting, del data journalism.  Un giornalismo ubiquo, forse 3.0 o addirittura 4.0, che consente di essere ovunque e in tempo reale, senza però esserci fisicamente. Giornalisti e comunicatori sono prossimi, o già entrati, nell'era dell'extra media. Questo
libro corale e polifonico raccoglie la sfida di mostrare i vari aspetti di questa rivoluzione, fornendo uno strumento di scenario e orientamento, utile per gli studenti dei corsi di laurea in comunicazione e delle scuole di giornalismo, ma anche per i professionisti e tutti i creatori e fruitori di informazione.
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01 marzo 2018

In libreria

Maurizio Boldrini
Dalla carta alla rete andata e ritorno.
Giornalismo e nuovi media
La Casa Usher, Firenze, 2017, pp. 344.
Descrizione
I giornali quotidiani non se la passano tanto bene. C’è chi vede la fine di un’epoca e l’annullamento di un modo di concepire e praticare il giornalismo. C’è chi fissa la data della scomparsa dei giornali di carta, soppiantati dai nuovi media. Trasformazioni rapide e violente stanno, in effetti, scombussolando il mondo dei media. Il libro entra nel merito di questa crisi editoriale e sociale, non per rimanere inerti di fronte all’epidemia che ci ha investito, ma per indicare soluzioni e nuove pratiche professionali. Il declino può essere fermato puntando sulla qualità nelle redazioni e nelle università dove si insegnano discipline legate ai media sia tradizionali che digitali. Questo volume intreccia aspetti che riguardano la storia del giornalismo, narrata anche attraverso un breve percorso per immagini, i modi con il quale si selezionano le notizie e lo studio degli effetti che producono sui lettori. Con una forte attenzione ai nuovi media digitali, al nuovo intrecciarsi di tanti diversi media (giornali, radio televisione, mobile) che genera curiose ibridazioni, alle sostanziali novità che hanno introdotto nel modo di fare e anche di leggere i giornali, esaltandone la bellezza e l’utilità ma anche sottoponendo al vaglio della critica usi e abusi (hate speech, fake news, cyber-bullismo). Un manuale per chi studia queste discipline e, al contempo, una lettura per chi voglia capire che cosa sta accadendo nel mondo dei media. In appendice, i dati, i giudizi, le elaborazioni sono arricchite da uno sguardo nuovo e fresco di dieci laureati di Scienze della comunicazione che oggi vivono, in prima persona, esperienze nel mondo degli studi e delle professioni del giornalismo.
Gli autori di questi contributi sono: Tiziano Bonini, Marco Congiu, Massimiliano Coviello, Alessandro Gennari, Dino Giarrusso, Alessandro Lovari, Giuseppe Nigro, Orlando Paris, Chiara Ugolini, Riccarda Zezza.

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07 febbraio 2018

Pulitzer, genio del giornalismo


La storia del giornalismo è stata segnata nel corso dei secoli, da eventi e persone eccezionali. Fu un uomo di umili origini a cambiare per sempre il modo di creare ediffondere, notizie. Il suo nome era Joseph Pulitzer. 
Nacque a Makó, in Ungheria, e nel 1847, all’età di diciassette anni dopo aver tentato di arruolarsi prima nell’esercito austriaco e poi in quello napoleonico, arrivò negli Stati Uniti dove entrò a far parte dell’esercito nordista tra le cui fila combatté la guerra di secessione.
Tre anni più tardi, rinunciò ai suoi legami con L’impero austroungarico e divenne cittadino americano. La sua carriera giornalistica ebbe inizio nell’anno 1868, nella città di Saint Louis, dove venne assunto dal "Westliche Post", una testata in lingua tedesca. Grazie alle sue brillanti capacità riuscì, in giovane età, a diventare proprietario di due giornali e a fonderli in un'unica impresa. La sua scalata editoriale era solamente all’inizio.
Nel 1883 acquistò il "New York World" salvandolo dal fallimento e trasformandolo in pochi anni in un quotidiano venduto in oltre 300 mila copie. A causa della sua dedizione maniacale per il lavoro, e ad alcune battaglie legali che lo coinvolsero in prima persona, la sua salute venne compromessa gravemente. Pulitzer perse la vista e per via di disturbi nervosi, fu costretto a ritirarsi dal lavoro ed a passare gran parte dell’anno a bordo del suo yacht o nelle sue residenze. Nonostante la lontananza fisica non smise mai di seguire la vita del suo giornale grazie al lavoro certosino dei suoi segretari particolari, che lo tenevano informato su tutto quello che accadeva, proteggendolo però dai rumori del mondo.
Fu proprio uno dei suoi ultimi assistenti a descrivere in un saggio, gli ultimi otto mesi di vita di quell’uomo sempre alla ricerca di uno stimolo per la sua mente famelica ed in costante movimento. Sin dalle prime pagine della narrazione , grazie all’incredibile capacità descrittiva dell’autore, si può evincere che il signor Pulitzer non fu una persona qualsiasi.
Fra le strade di Amburgo, deliziosamente profumate di autunno, incominciò l’avventura di Alleyne Ireland, che mai si sarebbe aspettato di diventare segretario di uno dei più grandi magnati dell’informazione di quel secolo. Fu un semplice annuncio sul “Times” ad attirare la sua attenzione. Da quel momento, la sua vita cambiò per sempre. Si ritrovò al cospetto di un uomo energico nonostante la malattia invalidante. Il signor Pulitzer fu da subito molto esigente con il nuovo arrivato, cercò di scovare ogni suo punto debole e, mise spesso alla prova la sua pazienza. Dopo le prime difficoltà, Ireland, immerso nel lusso e nel benessere adattò la sua vita per tenere il passo con la fame di cultura, incolmabile del tycoon. In quanto assistente, il suo compito era quello di tenerlo aggiornato grazie all’aiuto innumerevoli articoli di giornale di differente argomentazione, che era solito leggergli durante i pasti o le loro passeggiate. Alle sue dipendenze fece numerosissime di esprimere ed imparò a conoscerlo, oltre il suo carattere particolare e le frequenti crisi di depressione.
Fra i due nacque un rapporto amichevole che contribuì , insieme alla grande quantità di ore che passavano in compagnia, e alla stima reciproca, a rendere quei momenti indelebili nella mente del narratore. A causa della debolezza di Pulitzer, durante la permanenza con la famiglia nella residenza di Bar Harbor, furono costretti a partire per una breve crociera a bordo del Liberty, il panfilo di loro proprietà. Le sue condizioni di salute peggiorarono quasi improvvisamente e, nel pomeriggio del 29 ottobre del 1911, il genio del giornalismo, si spense. 
Un anno più tardi, la Colombia University utilizzò il lascito di J.P per creare la Scuola di studi avanzati di giornalismo. Nel 1917 seguendo le istruzioni date, nacque il Premio Pulitzer per il giornalismo e la lettura. Oggi è ancora il massimo riconoscimento della categoria tanto amata dall’uomo che aveva rivoluzionato il mondo della carta stampata.
Andrea Buffa

Alleyne Ireland
 Joseph Pulitzer. L'uomo che ha cambiato il giornalismo
ADD editore, Torino, 2017,  pp.192.

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